Literaria Academy 13 | Figure retoriche: Ippalage

retorica

Qualunque segno della comunicazione si compone di significante (l’elemento fisicamente percepibile, il mezzo concreto della comunicazione: nella lingua, lettere e suoni) e di significato (il contenuto della comunicazione) e si colloca in un certo ordine nel discorso (dimensione sintattica del segno), pertanto solitamente le figure retoriche si suddividono in tre gruppi (di fatto le possibili modalità di suddivisione sono moltissime):

figure dell’ordine: livello della sintassi;

figure del suono: livello del significante;

figure del contenuto: livello del significato.


Vediamo quelle più diffuse e comuni, precisando che in molti casi i confini tra una figura e l’altra sono assai labili e che in un medesimo periodo possono esserci più figure retoriche insieme.

Le figure retoriche dell’ordine (livello della sintassi)

01- Accumulazione (vedi al link)

02- Anacoluto (vedi al link)

03- Anàfora  (vedi al link

04 – Anàstrofe (vedi al link

05 – Asìndeto (vedi al link

06 – Chiasmo  (vedi al link

07 – Climax  (vedi al link

08 – Ellissi  (vedi al link)

09 – Enumerazione (link)  

10 – Epifora (link)  

11 – IPÀLLAGE (gr. hypallagé, “scambio”, “sostituzione”, “mutazione”): spostamento di un attributo, o determinazione o specificazione, su un nome diverso da quello cui dovrebbe essere connesso dal punto di vista logico. Il nome di riferimento logico può anche essere sottinteso o esplicitato in altra frase vicina.

Questa figura, che crea un a sorta di sfasamento sintattico e semantico insieme, dà vita ad immagini insolite, suggestive, che rompono ogni automatismo del linguaggio.

Esempio 1.

[…] e spesso all’ore tarde, assiso

Sul conscio letto, dolorosamente

Alla fioca lucerna poetando,

Lamentai co’ silenzi e con la notte

Il fuggitivo spirto, ed a me stesso

In sul languir cantai funereo canto.

(G. Leopardi, Le ricordanze, 113-118)

Esempio 2.

Al campo, dove roggio nel filare

qualche pampano brilla, e dalle fratte

sembra la nebbia mattinal fumare,

arano: a lente grida, uno le lente

vacche spinge; altri semina; un ribatte

le porche con sua marra paziente;

[…]

(G. Pascoli, Arano, 1-6)

Esempio 3.

Deola passa il mattino seduta al caffè

e nessuno la guarda. A quest’ora in città corron tutti

sotto il sole ancor fresco dell’alba. Non cerca nessuno

neanche Deola, ma fuma pacata e respira il mattino.

[…]

(C. Pavese, Pensieri di Deola, 1-4)

Esempio 4.

Renzo intanto camminava a passi infuriati verso casa, senza aver determinato quel che dovesse fare, ma con una smania addosso di far qualcosa di strano e di terribile.

(A. Manzoni, I Promessi Sposi II)

Esempio 5.

Sognava il mare, Nicola, quello dei suoi vent’anni, l’unico che avesse visto mai. Otto anni prima ci si era immerso fino al petto con i calzoni arrotolati, lasciandosi urtare dall’acqua dura di sale.

(M. Murgia, Accabadora)

Esempio 6.

Una notte, dopo una cena da amici, trovai l’auto bucata. Dato che il mese prima mi avevano rubato la ruota di scorta, avevo pensato bene, una volta acquistatane un’altra, di lasciarla a casa. Rientrai con un passaggio, ma strada facendo pensai che dover affrontare quel lavoro la mattina seguente, fra la distanza e il traffico, sarebbe stato un inferno. Così ebbi l’idea di caricare la nuova ruota sulla bicicletta, e mi avviai.

(V. Magrelli, Geologia di un padre)


Nadia Gambis è nata e vive a Livorno. Ha frequentato l’Università di Pisa, laurea con lode in Lettere, indirizzo classico. Grazie al suo lavoro di tesi sul teatro plautino, Contributi ad una metaforologia plautina. (Pseudolus), le è stato riconosciuto un assegno ministeriale quadriennale presso il Dipartimento di Filologia Latina di Pisa. Ha insegnato materie letterarie, curando in particolare l’aspetto linguistico e letterario dell’italiano e del latino. Nel 1989 ha pubblicato una silloge poetica, Fiore di donna, Editrice Nuova Fortezza. Coautrice di due corsi di grammatica, lingua e cultura latina per il biennio dei Licei, Proxime, Trevisini Editore, 2010; Agenda Latina, Bompiani, 2013 e 2014. Tiene seminari di latino e lezioni di letteratura italiana presso l’UNITRE cittadina. Si dedica anche alla scrittura di testi poetici e racconti brevi, pubblicati talvolta in forma cartacea oppure on-line. Nel 2016 ha fatto parte della giuria del concorso nazionale di prosa e poesia Scarabeus.

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